Elena Grandinetti, ’sognatrice’ di professione, corsista ASVI e dialogatrice per medici senza frontiere, ci racconta come ha incominciato il suo percorso e l’importanza dell’innovazione quotidiana.
Il Face2Face, o, per dirlo in italiano, il lavoro dei dialogatori (vedi video per breve descrizione) ha principalmente due obiettivi. Uno:la sensibilizzazione; due: la ricerca di sostenitori regolari. E’ un lavoro duro, che ti stanca nel corpo e nella mente perché prevede un costante livello di buon umore e una grande capacità di rendere il dialogo sempre innovativo. Solo in questo modo si riesce a comunicare in maniera efficace la buona causa.
Elena ci parla del bisogno di gestire lo spazio per strada, di capire la situazione che si realizza davanti ai propri occhi, di informare la gente e del poter realizzare il suo sogno di svolgere un mestiere ricco di valori. Lei ha appena cominciato il suo percorso professionale, …Letizia Galli, del settore comunicazione a Medici senza Frontiere, invece ci è già riuscita.
Letizia, ex manager for profit, già corsista ASVI, è oggi una sognatrice realizzata. Non soddisfatta di come metteva a frutto le sue competenze nel 2004 ha incominciato il cammino verso qualcosa che fosse in linea con quello che ‘realmente voleva’. Letizia, durante un incontro in sede ASVI a Roma, ci spiega come tutto questo è accaduto, come le è stata utile la specializzazione dei master ASVI, l’importanza della rete e la capacità di saperla sfruttare
E voi? Siete aspiranti Fundraiser? Qual’è il percorso vi ci ha condotto a questa scelta???
Francesca Zagni, ASSIF
Dopo la pausa festiva, vi vorremmo dare un caldo benvenuto e cominciare con un post “ottimista-realista”. Al contrario dei cali di occupazione che si prevedono per il 2010 in gran parte di Europa, il lavoro, con valore aggiunto, si trova pure in Italia!!
Durante la conferenza “Lavorare nel Non Profit” (vi rimandiamo al post precedente), abbiamo avuto il piacere di ospitare anche Francesca Zagni, presidente di ASSIF (Associazione per Fundraiser Italia) – e super fundraiser!
Oltre a rispondere ad alcune domande che ha posto il pubblico, e condividere qualche sua (interessantissima) esperienza personale, ha fatto il punto sulla situazione dei Fundraiser qui in Italia.
Qualche numero per rendere l’idea:
Vi starete chiedendo: ma tutto questo cosa ci dice??
C’è un enorme ed evidente bisogno di Fundraiser, però ce ne stanno pochi che sono formati o professionalizzati per fare questo mestiere.
Come possiamo allora professionalizzare il Terzo Settore, e renderlo più effettivo che mai? Dandogli gli strumenti per poter fare il lavoro essenziale e cruciale che svolge? Diventiamo Fundraiser…ma di PRIMA CLASSE!!!
Voi che ne pensate? Chiunque può farlo o ci vogliono strumenti e contenuti?
Ascoltate Francesca Zagni e dateci il vostro parere!
VALERIA CAROVANA, Novembre 6, 2009.
Oltre a rispondere alle vostre mail e telefonate, l’ufficio comunicazione (Elena e Wendy) di tanto in tanto si occupa anche di altre cose (!). Ultimamente abbiamo avuto il piacere di organizzare due interessantissime conferenze, alle quali alcuni di voi hanno partecipato. Per gli altri, soprattutto per chi ci ha chiesto informazioni (magari utili per la tesi di laurea), oltre alla ricerca, pubblichiamo anche alcuni degli interventi.
ll 6 novembre scorso abbiamo organizzato una conferenza su ‘Professioni ed Occupazione nel Terzo Settore’, un tema che supponiamo essere interessante sia per chi di voi lavora già nel Non Profit, sia per chi vorrebbe farlo. Il tema centrale dell’evento è stata la ricerca di Valeria Carovana (ex corsista ASVI!), molto incoraggiante per chi vuole investire il proprio futuro nel settore. Qui sotto vi facciamo un breve riassunto del suo intervento.
In uno scenario di crisi globale, il Non Profit, nonostante venga poco considerato politicamente, è un settore che offre opportunità reali di occupazione. Come emerge dalla ricerca, è forte la domanda di professionisti altamente formati e qualificati tra cui Fundraiser e Project Manager. Emergenti sono anche i profili di esperto di Advocacy e Lobbying, Manager di Rete e Manager del Campaigning.
In Europa la disoccupazione continua a cresce a livelli allarmanti. Secondo Eurostat nel settembre 2009 i disoccupati nell’UE erano 22.123.000, di cui 15.324.000 nella zona dell’euro e, rispetto all’anno precedente, l’incremento dei disoccupati è di 5.011.000, di cui 3.204.000 nell’eurozona.
Allo stesso tempo il 6% degli occupati in Europa lavora nel Terzo Settore (circa 20 milioni di lavoratori), il 3% in Italia e punte del 13% in Olanda e Belgio. I dati sono in continua crescita. L’occupazione è prevalentemente femminile (60%) e giovanile (25% sotto i 30 anni, 55% tra i 30 ed i 40, 20% over 40).
Valeria ha intervistato un gruppo di dirigenti di varie organizzazioni Non Profit e testimoni eccellenti del “mercato del lavoro” (interviste telefoniche e faccia a faccia).
Il 63% degli intervistati prevede un incremento dei propri proventi per la fine del 2009 e le assunzioni sono in crescita in molte organizzazioni.
L’85% degli intervistati (tra i quali ricordiamo Massimo Ceriotti - Sodalitas; Paolo Pastore - Fairtrade Italia; Sandro Polci - Serico-Cresme; Raffaele Coruzzi - UNICEF; Gianpaolo Montini - Associazione Peter Pan; Giangi Milesi - CESVI; Daniela Fatarella - Save the Children; Gianfranco Marocchi - Consorzio Nazionale Idee in Rete) le hanno confermato che occupazione e formazione sono il binomio vincente del Non Profit nei prossimi anni.
“Professionalità e managerialità sono, per il Non Profit, fattori inscindibili di sviluppo”, ci dice Marco Crescenzi, Presidente di ASVI, sottolineando l’importanza di ASVI nel Non Profit.
MARCO CRESCENZI (1), Novembre 6, 2009
MARCO CRESCENZI (2), Novembre 6, 2009
Cinzia Giudici, Presidente COSV (ex vice presidente Associazione ONG Italiane), intervenuta alla conferenza, ci ha raccontato del “gap” esistente tra domanda e offerta a causa della mancanza di motivazione: “Siamo molto selettivi nel senso che è sul mix tra motivazioni e voglia di apprendimento professionale serio che poi dopo ci teniamo le persone; e quindi ci vuole una buona dose di convinzione. Al cospetto di uno che dice “vado a fare un’esperienza e vedo come butta”, diventa faticosissimo. A fronte di migliaia di curricula che ci arrivano non riusciamo a coprire tutti i posti vacanti e questo è tragico perché vuol dire che c’è un “gap” immenso. Quindi credo che questo “gap” spaventoso vada colmato con la formazione perché non vedo altre soluzioni.”
In altre parole il Terzo Settore potrebbe offrire interessanti opportunità, tenendo ben presente l’imprescindibilità della forte motivazione, la formazione e la disponibilità al sacrificio necessario per inserirsi in una organizzazione.
Le maggiori difficoltà riscontrate negli operatori del settore sono riconducibili al fatto che tradizionalmente l’approccio manageriale è stato considerato più “Profit” che “Non Profit”.
C’è anche chi vede la crisi come un’opportunità per il passaggio dal Profit al Non Profit, con conseguente aumento delle competenze a disposizione. Per di più, lo scenario futuro prevede una crescente mole di attività che gli Enti locali andranno a delegare al Terzo Settore (servizi migliori a costi minori).
Quindi ragazzi, bisogna attivare un processo di miglioramento delle skill nel settore: comunicazione, marketing, gestione e sviluppo risorse umane, leadership, ma anche competenze specifiche quali lobbying, fundraising, networking e stakeholders engagement.
Vi salutiamo e auguriamo a tutti quanti BUONE FESTE!!
Wendy ed Elena
Dai 4600 metri di un monastero Tibetano immerso nella neve come quello di Ganden tutto sembra molto distante, a parte due cose: l’incubo cinese e ciò che veramente ha valore dentro te.
Sono arrivato fin qui in motocicletta su una strada ghiacciata, le dita semicongelate per la rapida salita. La montagna brulla è regno degli yak e di monaci sperduti etnicamente e culturalmente.
L’aria è talmente pura che che neppure i fumi acri di Lhasa arrivano a turbarla e perfino i cinesi alla fine sembrano lontani. Una tale rarefazione pulisce la mente e la sgombra dei pensieri quotidiani ed egoici.
“Che rimane di me, quassù? Cosa non ha senso tenere, cosa lasciar andare e a cosa far spazio?”
Una corsista ASVI ha detto di recente che “…senza un pò di follia non si cambia, e non si può evitare di cambiare nella vita”.
Senza salire a 4600 metri tra le vette del Tibet, molti come lei hanno rarefatto la loro quotidianità, sciolto i lacci di mille piccole sensate e soffocanti ragioni per non rischiare e scelto di vivere l’unica vita di senso: la loro”
Anche questo maggio 2009, partiranno i Master Internazionali (in modalità mista e.learning ed aula) di ASVI, che formano con successo manager della Cooperazione Internazionale, delle ONP e dell’impresa sociale, Fundraiser, Responsabili della Comunicazione Non Profit e del Campaigning, Europrogettisti.
leggi le testimonianze di successo dei nostri ex corsisti
ASVI investe inoltre sui migliori studenti e per questo ha previsto numerose agevolazioni, la possibilità di concorrere per una borsa di studio, ed uno sconto del 15% per chi si iscrive entro il 10 Aprile!
per maggiori informazioni www.asvi.it
Ieri sera, dopo una fitta giornata di lavoro, come sempre appena tornato a casa e ho acceso stancamente la TV per vedere un telegiornale e tra le notizie sento: “Cinque volontari di Medici senza frontiere (Msf), tra cui anche l’italiano Mauro D’Ascanio, sono stati rapiti in Darfur”. Una notizia putroppo sempre più spesso tristemente comune, eppure ancora una volta ha suscitato in me molte riflessioni: ho pensato ad un ragazzo pressappoco della mia età, che a 34 anni, brillantemente specializzato in medicina d’urgenza e malattie tropicali, lascia la tranquillità della sua città per andare ad aiutare chi vive in uno dei paesi più pericolosi al mondo. Ai più verrebbe da chiedersi perchè. Ai più potrebbe apparire anche un pò folle abbandonare tranquillità e benessere per seguire la propria missione: è il mal di noncuranza di cui soffre la nostra società, sempre più fatta di individui e sempre meno abituata a solidarietà e sentimento comune…e dentro me è nato un “GRAZIE”: un GRAZIE sentito a chi ancora sa amare gli altri e il proprio lavoro tanto da mettersi in pericolo per un sogno, un GRAZIE sincero a chi cerca nonostante tutto di fare di questo mondo un posto migliore, un GRAZIE di cuore a tutti quelli che come Mauro mettono tutti gli altri prima di se stessi…e il mio personale GRAZIE non potrà che andare anche a tutti i ragazzi che vedo passare per le nostre aule, che con gli occhi pieni di speranza studiano e fanno sacrifici per divenire come Mauro: strumenti veri per un vero cambiamento ed un FUTURO pieno di luce!
Intervento di Marco Crescenzi, coordinatore di Leader2Leader, durante il seminario “Terzo settore tra crisi e sviluppo: paradigmi, strategie, risorse” tenutosi a Roma l’11 dicembre 2008 e organizzato da Leader2Leader
Sarà che a me i traslochi sono sempre piaciuti, ne ho fatti diversi, sia per casa mia che per le case famiglia dove ho lavorato per anni… Li trovo divertenti e romantici, e sono convinto che facciano gruppo: i panini, i caffè, la pizza fredda e la birra calda, gli starnuti per la polvere, “…prendi gli scatoli, posa gli scatoli, aripiglia gli scatoli, ariposa gli scatoli…”.
E poi mi piace dover rimettere tutto o posto: sarò mica ossessivo compulsivo?
Questo trasloco poi avviene in un momento di passaggio così importante per ASVI, con la nuova direzione didattica, ma ne è valsa assolutamente la pena, essendo la nuova sede bella e prestigiosa,
Purtroppo ci mancava un direttore dei lavori…il nostro caro presidente era a Londra…a lavorare per noi… ma si sa: in ogni gruppo c’è un braccio (…noi…), ed una mente (…lui…).
Ps: grazie al mio caro amico Saul…
Fotogrammi di una giornata di pacchi, pacchetti, allegria e fatica!
Guido, Paola e Massimo in pieno spirito ASVI, attraversando Roma con un furgone carico di ricordi, libri, speranze e buon umore! Dall’Appia Nuova a Castel Sant’Angelo…un viaggio avventuroso da ricordare!
Proprio ieri leggevo su “la Repubblica” che Cruz Mayfield ha perso il lavoro ed ora ha subaffittato la sua stanza e dorme sul divano…
Succede in America ma anche in Italia, conosco validi professionisti ridotti “sul divano”. Beh, sempre meglio che al.. tappeto! Ma ci crediamo veramente nel futuro? Ci crediamo veramente che le professioni sociali ed il nonprofit possano cambiare il mondo…? Questo è il sogno dell’ASVI.
Ma una volta tanto “chiedo”, non “affermo” e non proclamo…credi nel futuro?
e allora dicci il tuo perchè, dillo forte e chiaro, e contribuisci a dare coraggio….
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